
I cittadini Irlandesi hanno detto NO al Trattato di Lisbona. L’ordine mondiale è in crisi, sia sul terreno della sicurezza che su quello della globalizzazione economica ed i cittadini hanno paura.
La redistribuzione del potere e della ricchezza a livello mondiale sta generando e genererà scontri e tensioni sempre più forti tra le diverse aree del mondo. Se non emerge una soluzione alternativa all’attuale modello di gestione della globalizzazione, l’unica risposta possibile sarà, e sta già succedendo, il ritorno al protezionismo e alle guerre commerciali e monetarie.
L’Europa, che ha vissuto sulla propria pelle gli orrori dei periodi di autarchia e nazionalismo esasperato avvenuti nel primo dopoguerra, ha una responsabilità enorme nel tentare di indicare una via diversa per gestire i problemi della globalizzazione. Serve coraggio da parte di tutta la classe politica europea. L’Europa deve darsi un Governo federale in grado di agire e rispondere efficacemente alle paure dei cittadini.
Un governo che abbia la forza di promuovere la riforma delle istituzioni sovranazionali, affinchè siano dotate dei poteri necessari ad attuare politiche di redistribuzione della ricchezza, gestione del mercato, affermazione dei diritti, salvaguardia dell’ambiente.
Purtroppo sembra che la classe politica italiana non abbia capito la responsabilità che i cittadini le hanno affidato lo scorso aprile. Il Presidente della Camera Fini ha dichiarato, prima che fossero ufficiali i risultati del voto, “Se gli irlandesi bocciassero il Trattato di Lisbona ci troveremmo in una situazione di crisi senza precedenti delle istituzioni europee”. Io credo che se l’1% della popolazione europea è in grado di bloccare l’altro 99% siamo di fronte ad una crisi senza precedenti della democrazia. Se l’Irlanda non ratifica il Trattato di Lisbona i premier degli altri paesi dichiarino che il tratto entrerà in vigore per quei paesi che l’avranno ratificato.
L’Irlanda ha detto NO ma il Governo italiano può portare subito a compimento la ratifica del Trattato di Lisbona. Il parlamento dovrebbe inoltre impegnarsi ad approvare, in occasione della ratifica, una mozione che impegni il governo a rilanciare il processo costituente in tutte le sedi istituzionali europee anche tra un’avanguardia di Stati, se l’unanimità non sarà possibile.
I problemi dei cittadini europei hanno bisogno di un governo in grado di affrontarli. L’attesa non farà che alimentare le paure e le spinte nazionaliste e protezioniste. È ora che si assumano la propria responsabilità coloro che immaginano un futuro diverso.








